Categoria: Notizie

Edelstoff, la “Birra Nobile” di Augustiner

Augustiner Brau Munchen

Augustiner è il più antico dei sei birrifici oggi presenti a Monaco di Baviera: fondato nel 1328 dai frati agostiniani (da cui il nome), faceva parte del complesso che comprendeva anche la chiesa ed il convento. Augustiner ha prodotto birra, apprezzata soprattutto dagli aristocratici di Monaco, fino al 1803, quando Napoleone impose la secolarizzazione degli edifici ed i frati agostiniani lasciarono la città. Dal 1885 il birrificio è proprietà della famiglia Wagner, che ha trasferito la fabbrica in Landbergerstrasse, dove si trova anche il locale annesso. Nella Augustiner Bräustuben è possibile gustare le freschissime birre prodotte nella fabbrica adiacente, oltre ai tipici piatti bavaresi.

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Brewdog e la rivoluzione birraia britannica

Brewdog è il birrificio fondato a Fraserburgh nel 2007 da James Watt e Martin Dickie (assieme al loro cane Bracken). Ora la sede è a Ellon, sempre in Scozia, e Brewdog è uno dei birrifici indipendenti più innovativi al mondo: per la precisione, a detta dei fondatori post-punk, apocalyptic, motherfucker of a craft brewery. In questi dieci anni, James e Dickie hanno guidato un carroarmato lungo le vie dello shopping a Londra, proiettato le foto di loro due nudi nel parlamento inglese, prodotto birra sul fondo dell’oceano, e soprattutto hanno perseguito il loro obbiettivo di rivoluzionare il mondo della birra britannico, e ridefinire la cultura birraia, grazie a prodotti iconici come la Punk IPA.

Punk IPA: un classico moderno

I primi due lotti di Punk IPA, furono un fallimento; il primo a causa di un cellulare, un termometro ed un mazzo di chiavi cadute nel fermentatore della birra, ed il secondo per via di un tubo difettoso usato nel processo, che ha dato un gusto di plastica bruciata a tutto il lotto. Nonostante queste difficoltà iniziali, nel 2009 la Punk IPA vinse un concorso indetto da una catena di supermercati, ed il primo premio era una fornitura di birra per la catena: fu così che la Punk IPA arrivò su tutti gli scaffali di Tesco del Regno Unito. Oggi la Punk IPA è una birra da 5,5% di alcool e X IBU, dominata dai luppoli, che dona al naso piacevoli sentori agrumati e di frutta tropicale. In bocca è dissetante e beverina, con un amaro importante che sostiene la dolcezza fruttata e resinosa dei luppoli americani e neozelandesi. Tuttavia, non dimentica le difficoltà iniziali ed il proprio nome, infatti, grazie all’intensa luppolatura, trovate nel finale anche le note grezze e graffianti che ricordano un concerto punk in un angusto pub brutannico, e vi fanno desiderare un altro sorso di birra.

Le altre ale di Brewdog

Oltre alla Punk IPA, diverse altre birre Brewdog hanno il luppolo protagonista: la Dead Pony Club è una Session Pale Ale in cui ritroviamoalcuni dei luppoli usati per la IPA, lo stesso gusto fruttato ma allo stesso tempo graffiante, il tutto in una birra da 3,8% di alcool incredibilmente beverina. Anche la 5 AM Saint è una variazione sullo stesso tema: una American Amber Ale, in cui i toni caramellati dei malti scuri danno una nota di dolcezza ben bilanciata dall’amaro agrumato dei luppoli americani. Infine, la Jack Hammer: come dice il nome è un martello pneumatico di luppoli, con note intense che vanno dall’arancio al pompelmo, alla frutta tropicale con richiami di ananas e mango; il tutto in 200 unità di amaro, ma mai graffiante ed incredibilmente equilibrata nei suoi eccessi.

Le scure

Brewdog produce anche delle incredibili stout: partiamo dalla Jet Black Heart, una oatmeal stout dove le note torrefatte di cacao, liquirizia, sono ammorbidite dalla presenza dell’avena, per una birra vellutata con buon equilibrio tra tostato e freschezza. La Cocoa Psycho è invece una Imperial Stout da 10 gradi, prodotta con chicchi di caffè, fave di cacao e bacche di vaniglia, ottima birra da meditazione, con note di cacao, caffè e vaniglia molto evidenti, date appunto dagli ingredienti ‘speciali’. In aggiunta, la maturazione con scaglie di legno dona una complessità ulteriore, per un gusto esageratamente ricco di sfumature. Infine, sempre tra le Imperial Stout di Brewdog, da segnalare la Paradox Arran: birra invecchiata in botti che hanno ospitato sherry e poi whisky. Il risultato è una stout da 15 gradi piena e complessa, con notetorrefatte di caffè e cacao, accompagnate dalla vaniglia e dalle note legnose della botte, il tutto amalgamato armoniosamente.

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L’autunno è …Rum

La stagione più profumata ha centrato in pieno il territorio: muschi, fanghi, legni e tutte le sfumature dei marroni circondano le nostre giornate, come arcobaleni i cui colori si sono accordati per restituire un momento di riflessione. Non c’è stagione migliore per lasciarsi trasportare dalle rotondità del rum, per riscoprire intensità e morbidezze profondamente avvolgenti…

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Porter e Stout

La tradizione delle ale scure

Stout e Porter, le tradizionali Ale scure britanniche, hanno origini comuni: secondo la tradizione, i lavoratori londinesi erano soliti ordinare una ‘tre terzi’, ovvero un blend di una pale ale, una brown ale giovane ed una brown ale invecchiata, che il publican otteneva spillando le diverse birre da tre botti differenti. Nel 1722 un birraio creò un mix fra le tre birre, chiamato ‘entire butt’ che facilitava la vita dei publicans, in quanto potevano spillare rapidamente da un’unica botte (butt) anzichè creare ogni volta il blend. Questo nuovo stile ebbe un grande successo soprattutto tra gli scaricatori di porto londinesi (porter) e quindi la birra prese il loro nome. Una ‘stout porter’ a quei tempi era semplicemente una porter con gradazione alcolica più alta; in seguito lo stile si diffuse in Inghilterra ed Irlanda e furono prodotte molte varianti da diversi birrifici. Oggi, le Stout sono birre più scure, tendenti al nero e con spiccati sentori torrefatti (caffè, cioccolato, liquirizia, crosta di pane bruciato), mentre lo stile Porter indica birre di colore marrone scuro, con riflessi rossastri (leggermente più chiare delle stout) e con note di caramello, toffe, pane tostato, quindi più morbide rispetto alle stout.

Guinness: tradizione e modernità

Quando si parla di Ale scure, si parla inevitabilmente di Guinness: il birrificio irlandese è famoso in tutto il mondo, e la sua birra più conosciuta è la Draught Stout. Nera, con sentori di caffè e cioccolato, è la birra più consumata negli Irish pub; la caratteristica tipica di questa birra è la schiuma color cappuccino fine e persistente, grazie alla spillatura con carbazoto. La Guinness Draught utilizza lo stesso sistema, grazie ad una pallina di plastica contenente azoto all’interno della lattina, per consentire di spillare una pinta perfetta con schiuma pannosa anche a casa. La Draught Stout è l’evoluzione moderna della prima birra prodotta dal birrificio Guinness, che di recente è tornata disponibile in bottiglia: la Guinness Dublin Porter. Questa riprende la ricetta originale del 1796 e cerca di essere la riproduzione fedele della Porter che veniva prodotta a Dublino e spedita in Inghilterra. Oggi la Dublin Porter è una ale leggera da 3,8% di alcool, vellutata con sentori di caramello e note luppolate, ed un finale che ricorda pane e biscotti tostati.
Guinness spedive le proprie birre anche nelle Indie: nel 1801 sviluppò la West Indies Porter, nata per mantenere le caratteristiche di freschezza e qualità inalterate durante un viaggio in nave di oltre un mese. Questa porter, per poter essere conservata più a lungo prima del consumo, ha una gradazione maggiore (6%) ed un contenuto più generoso di luppolo, dalle proprietà batteriostatiche. Il gusto riflette la ricchezza del malto, con sentori di caramello scuro e cioccolato, che danno una certa dolcezza alla birra, ben bilanciata dall’amaro della generosa luppolatura.
La sfida di portare buona birra nelle colonie oltreoceno ha quindi dato origine ad uno stile tutto nuovo: le Foreign Stout. Anche qui la versione moderna (discendente dalla West Indies Porter) è disponibile in bottiglia. La Foreign Extra Stout è una ale ricca di aromi maltati e torrefatti, che vanno dal caramello al cioccolato, al caffè, il tutto in un equilibrato mix dolce-amaro profumi e sapori.

Imperial Stout

Le caratteristiche di conservabilità e tasso alcolico elevato fanno un salto ulteriore con le Imperial Stout: molto apprezzate alla corte degli Zar russi, queste stout raggiungono gradazioni anche del 10% di alcool, e possono essere invecchiate per anni, come bottiglie di vino. Un ottimo esempio moderno di questo stile arriva dal birrificio Brewdog, con le Tokio, Cocoa Psyco (con vaniglia e fave di caffè e cacao) e Paradox (invecchiata in botti di whisky).

Oltre alla Guinness, molti altri birrifici propongono Porter e Stout classiche, come ad esempio St. Peter’s (che, oltre ad una vellutata Cream Stout offre anche una interessante Honey Porter con miele) e Sierra Nevada. Non mancano poi interessanti prodotti di birrifici italiani, come la Nocturna del Birrificio Kamun, la Mood di Hibu, o la Testarda del Birrificio Amiata.

Ora siete pronti ad abbracciare il lato oscuro della birra?

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Concediamoci il piacere di un Whisky

Con l’arrivo della stagione fredda, non c’è niente di meglio di un bicchiere di whisky per scaldarsi. Prodotto a partire dal malto, da cui si ottiene per fermentazione, distillazione e successivo invecchiamento in botte, il whisky contiene tutti i sapori e gli aromi del luogo in cui è prodotto: l’orzo, il legno delle botti, la torba con cui viene essicato il malto. Un bicchiere di questo prezioso nettare è capace di farci viaggiare nella sua terra d’origine, che siano le isole britanniche o gli Stati Uniti.

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Offerte di inizio Ottobre 2017!

Ogni momento è quello giusto per un brindisi con il vino italiano più famoso nel mondo. Ma è ancora più giusto con l’offerta Iperdrink: -20% su tutto il Prosecco della nostra selezione, nelle varianti tranquillo, spumante e frizzante, inclusi il Prosecco di Valdobbiadene DOCG e la sua espressione più prestigiosa: il Cartizze.

Bortolomiol, Col Vetoraz, Foss Marai, Colesel, Pederiva, Fratelli Bortolin: aziende custodi della tradizione del Prosecco, tutte da scoprire grazie a questa imperdibile promozione.

Ma il vino italiano è anche sinonimo di grandi rossi.

Per questo, Iperdrink vi offre con uno sconto del 20% sul prezzo di listino il Nero d’Avola Passo alle Mule Duca di Salaparuta ed il Cabernet Sauvignon Loredan Gasparini.

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Quando un birrificio è artigianale?

la polemica: Ab.Inbev e Birra del Borgo

L’annoso problema della definizione “artigianale” è antico come la rivoluzione industriale, ma di recente con l’acquisizione del marchio Birra Del Borgo (Rieti) da parte della multinazione Ab.InBev nel 2016 è scoppiata una scia di polemiche che hanno permesso di focalizzare l’attenzione sulla definizione. Secondo Slow Food, come specifica nel prestigioso Il Piacere della Birra (una sorta di manuale che, dalla loro presentazione, si prefigge di essere “un viaggio tra le principali culture birrarie, senza trascurare la scena italiana”) la qualità del birrificio di Rieti non ci ha rimesso minimamente, restando cioè un birrificio di virtù artigianale. Cosa che ha appunto innescato tutta la serie di polemiche che abbiamo visto negli ultimi tempi. Tanto che alcuni birrai artigianali chiedono addirittura di essere esclusi dalla prossima guida alle Birre d’Italia, pubblicata sempre da Slow Food.

Cosa dice la legge?

La legge ci viene finalmente in aiuto, dicevamo, nella definizione: la Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitivita’ dei settori agricolo e agroalimentare, nonche’ sanzioni in materia di pesca illegale (16G00169) del 28 luglio 2016, n. 154 viene infatti completata e pubblicata in GU Serie Generale n.186 del 10-08-2016 con quanto segue:

Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprieta’ immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantita’ di birra prodotte per conto di terzi.

Vedi comma 4-bis. dell’art.35 capo V della Gazzetta Ufficiale qui.

Di fatto dunque il Birrificio Del Borgo non può più definirsi come un birrificio artigianale, a prescindere dal livello.

Alcuni dei migliori birrifici italiani

I cambiamenti degli assetti del mercato italiano sono monitorati dai piccoli birrifici nostrani, ovviamente, che da 150 che erano nel 2007 sono oggi più di 1.100. Un sacco dunque e, tutti, da scoprire. Gli utenti più golosi hanno oggi la fortuna di poter approfittare delle offerte temporanee di Iperdrink e così esplorare in queste splendide selezioni stagionali:

  • l’intenso stile del piemontese Gilac, attraverso i suoi affascinanti lavori tra bassa ed alta fermentazione: https://www.iperdrink.it/shop/gilac/degustazione-di-birra-artigianale-gilac/
  • la profumatissima alta fermentazione del trentino Birrificio del Bosco: https://www.iperdrink.it/shop/birra-del-bosco/degustazione-birrificio-del-bosco/
  • l’imperdibile offerta del Birrificio della Granda, di Cuneo, in una soluzione di ben 12 bottiglie di pregiatissime scelte per un’escursione sensoriale: https://www.iperdrink.it/shop/birrificio-della-granda/degustazione-birrificio-della-granda/
  • l’elegante esperienza che propone il raffinato Hibu, il birrificio lombardo famoso anche per l’autoproduzione di molte delle sue materie prime, con più di 40 ettari di terreno tra Basilicata e Brianza, in un’offerta davvero completa: https://www.iperdrink.it/shop/hibu/pacchetto-birrificio-hibu/

Per saperne di più su cosa significa bassa fermentazione qui, alta fermentazione qui, fermentazione spontanea qui.

La reazione di un birrificio italiano

Ad ogni modo non tutti i microbirrifici italiani reagiscono male alla storia Del Borgo, alcuni pensano più in grande. Dal web magazine di GamberoRosso (più precisamente qui) si legge un notevole approfondimento dedicato ad uno dei più interessanti birrifici italiani in crescita, Birrifico Artigianale Veneziano, che ci permette di notare un esempio di reazione. Il birrificio di Martellago (Venezia) che nell’ultimo anno ha incrementato la produzione, arrivando a 1,5 mila ettolitri, con l’obiettivo di 2 mila condivide la sua testimonianza. Dall’articolo:

L’opinione di Rudy Liotto sul caso Del Borgo: “Credo sia stato un affare per entrambi: Ab InBev si è assicurato un marchio italiano importante, Leonardo si è assicurato la possibilità di fare grandi numeri, presidiare l’estero e fare ricerca. Senza contare che ci troviamo in un mercato non troppo stabile: se crollasse cosa succederebbe? Ecco lui si è messo al sicuro e ha messo al sicuro i suoi dipendenti. Non so se avrei preso la stessa decisione, ma capisco che a un certo punto ci si possa stancare di vivere nell’incertezza, stare dietro alla burocrazia, alle banche. Ha scelto la via della stabilità. D’altronde i grandi numeri non impediscono di fare alta qualità, penso ad esempio a Sierra Nevada: enorme realtà, ma di livello”.

Cosa ci riserverà il futuro? Certo è che, se tutti i microbirrifici cresceranno mantenendo la qualità di Sierra Nevada, personalmente credo che il futuro sarà bellissimo :)

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Il lato rosa della birra

womenChi dice birra dice donna: una storia d’amore nata 7.000 anni fa, la cui fiamma oggi arde sempre più.
Probabilmente in pochi lo sanno, ma la storia della birra è da sempre legata alla donna. Nell’immaginario comune il bevitore medio è uomo, preferibilmente al bar con gli amici o seduto sul divano guardando un qualche evento sportivo. Homer Simpson insomma.

E invece pare che siano state mani femminili le prime a far fermentare accidentalmente dei cereali lasciati in acqua, circa settemila fa nelle terre degli antichi Sumeri. E sembra persino che fino al Medioevo la produzione sia stata prerogativa di lei piuttosto che di lui.

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Birra vs Vino: chi ha vinto la sfida nell’annata 2015?

Nel corso dell’ultimo anno il settore delle bevande alcoliche ha visto un incremento nel fatturato,soprattutto sui mercati esteri, sia del vino che della birra dei produttori italiani.

LA BIRRA IN ITALIA

La birra sicuramente è stata il concorrente favorito nella sfida. Il 2015 è stato il suo anno, in
particolare se si parla di birra italiana artigianale: con tanto di festival disseminati lungo lo stivale durante tutta l’annata, sino ai cesti natalizi sotto l’albero. Un fervore che in numeri si traduce in:
875 micro-birrifici con 1.300 persone impiegate, arrivando poi a produrre un indotto di 4.000 lavoratori.
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Ma non solo di artigianale ci si può dissetare.
E allora ecco cosa racconta, sullo sfidante “birra italiana”, il The Brewers of Europe nel rapporto Beer Statistics 2015: la produzione copre ormai il 10% di quella complessiva Ue, posizionandosi al quarto posto subito dopo Regno Unito, Germania e Francia con 600 impianti tra grandi aziende, piccoli birrifici e malterie.

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Whisky e Bourbon in vendita online su Iperdrink!

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Un saluto a tutti gli amici di Iperdrink!

Da oggi anche il catalogo di Buorbon, Irish Whisky e Scotch Whisky, sono acquistabili online nel nostro sito!

Un’eccellente selezione di distillati, Bourbon e Whisky Americani, Whisky Scozzesi, Whisky Irlandesi, per tutti i gusti e di varie fasce di prezzo per accontentare gli appassionati del distillato internazionale per eccellenza, il Whisky!

Per gli amanti della grappa, seguiteci su Facebook, e registratevi alla nostra newsletter, a breve grandi novità anche per Voi!

 

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Iperdrink @ Fiera Made in Italy

 

fiera-made-in-italy-okIperdrink, l’8, 9 e 10 aprile sarà presente in Villa Farsetti a Santa Maria di Sala (Venezia) con il suo stand alla Fiera del Made in Italy, un evento dedicato alle eccellenze della produzione enogastronomica italia, presieduta quest’anno da Irene Pivetti.
Siete tutti Invitati!

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Buon 2016 da Iperdrink!

Buon 2016 a tutti gli amici, lettori e clienti di Iperdrink!
Speriamo che abbiate iniziato l’anno stappando un’ottima bottiglia di spumante!

Per un grandioso inizio, Iperdrink per tutto il mese di gennaio offre uno sconto del 10% su tutti i prodotti! utilizzate nel carrello il codice:

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Buon inizio anno a tutti!

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