Categoria: Vino

Offerte di Marzo 2018!

Marzo… mese di primavera, il mese delle Donne, il mese di San Patrizio e mese di offerte Iperdrink! :)

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Offerte di inizio Ottobre 2017!

Ogni momento è quello giusto per un brindisi con il vino italiano più famoso nel mondo. Ma è ancora più giusto con l’offerta Iperdrink: -20% su tutto il Prosecco della nostra selezione, nelle varianti tranquillo, spumante e frizzante, inclusi il Prosecco di Valdobbiadene DOCG e la sua espressione più prestigiosa: il Cartizze.

Bortolomiol, Col Vetoraz, Foss Marai, Colesel, Pederiva, Fratelli Bortolin: aziende custodi della tradizione del Prosecco, tutte da scoprire grazie a questa imperdibile promozione.

Ma il vino italiano è anche sinonimo di grandi rossi.

Per questo, Iperdrink vi offre con uno sconto del 20% sul prezzo di listino il Nero d’Avola Passo alle Mule Duca di Salaparuta ed il Cabernet Sauvignon Loredan Gasparini.

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Bollicine: la spumantizzazione metodo Charmat o Martinotti

Dopo aver parlato della spumantizzazione Metodo Classico o Champenoise, parleremo ora della spumantizzazione definita Metodo Charmat o Metodo Martinotti.

A differenza di quanto avviene nel caso del Metodo Classico/Champenoise, la rifermentazione del vino non avviene in bottiglia, bensì in autoclave, ovvero uno speciale contenitore ermetico termoregolato di grandi dimensioni.

Come spesso avviene nel mondo del vino, la paternità di questo procedimento è contesa tra Italia e Francia, ed è questo il motivo per cui si usano le denominazioni “Martinotti” o “Charmat”. In realtà l’idea di realizzare la spumantizzazione in un grande recipiente a tenuta fu dell’italiano Federico Martinotti (1860 – 1924), ma fu il francese Eugène Charmat a metterlo in pratica nel 1910 costruendo e brevettando la prima vera autoclave.

Le attuali autoclavi in acciaio inox (100-500 hl) sono provviste di doppie pareti e/o apparecchiature in grado di garantire il costante controllo della temperatura.

Il procedimento inizia con la scelta dei vini-base e del loro rapporto all’interno di un eventuale assemblaggio. Dopo una stabilizzazione tramite refrigerazione ed una filtrazione si ottiene la cuvée pronta per la presa di spuma. In una prima autoclave viene preparato il pied de cuve, ovvero la base di lieviti selezionati e zuccheri ed aggiunto il vino da rifermentare, fino ad ottenere la presa di spuma. A questo punto il vino rifermentato passa in una seconda autoclave, più grande, dove viene sottoposto a refrigerazione e filtrazione isobarica o centrifugazione per eliminare le fecce. Il vino passa poi in una terza ed ultima autoclave per consentire l’imbottigliamento isobarico e la tappatura.

È un sistema rapido, efficace ed economico per ottenere spumanti anche dolci come l’Asti Spumante, in cui i caratteri aromatici primari delle uve impiegate si mantengono più riconoscibili, e trova quindi la sua applicazione d’elezione con uve aromatiche come Malvasia o Moscato o semi aromatiche come ad esempio la Glera, da cui si ottiene il celebre Prosecco. Questo metodo viene infatti impiegato anche per la produzione di spumanti secchi, a partire da vitigni a bacca sia bianca che nera (come nei casi del Lambrusco e del Raboso).

Si ottengono generalmente vini meno “importanti” rispetto a quelli spumantizzati col Metodo Classico, con colori più tenui, profumi più fragranti e meno complessi, sapori più freschi e meno strutturati, ma proprio per questo più economici e di pronta beva, particolarmente apprezzati come aperitivo o anche a tutto pasto.

 

 

 

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Bollicine: la spumantizzazione metodo classico

L’origine dei vini spumanti di qualità risale al 1600 ed alla tradizione vinicola della regione francese dello Champagne, ad opera del monaco benedettino Dom Perignon. Tuttavia, nel libro De salubri potu dissertatio del XIV secolo, scritto dal monaco benedettino Don Francesco Sacchi di Fabriano, si parla già di spumanti e spumantizzazione, a dimostrazione che mito verità storica non sempre coincidono.
Resta il fatto che la dicitura “metodo champenoise” è ovunque sinonimo di bollicine, anche se a partire dagli anni 90 può essere utilizzata solo ed esclusivamente per i vini prodotti nella regione dello Champagne, mentre per tutti gli altri viene applicata quella di “metodo classico”.

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Birra vs Vino: chi ha vinto la sfida nell’annata 2015?

Nel corso dell’ultimo anno il settore delle bevande alcoliche ha visto un incremento nel fatturato,soprattutto sui mercati esteri, sia del vino che della birra dei produttori italiani.

LA BIRRA IN ITALIA

La birra sicuramente è stata il concorrente favorito nella sfida. Il 2015 è stato il suo anno, in
particolare se si parla di birra italiana artigianale: con tanto di festival disseminati lungo lo stivale durante tutta l’annata, sino ai cesti natalizi sotto l’albero. Un fervore che in numeri si traduce in:
875 micro-birrifici con 1.300 persone impiegate, arrivando poi a produrre un indotto di 4.000 lavoratori.
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Ma non solo di artigianale ci si può dissetare.
E allora ecco cosa racconta, sullo sfidante “birra italiana”, il The Brewers of Europe nel rapporto Beer Statistics 2015: la produzione copre ormai il 10% di quella complessiva Ue, posizionandosi al quarto posto subito dopo Regno Unito, Germania e Francia con 600 impianti tra grandi aziende, piccoli birrifici e malterie.

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